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PAESI BASCHI Retata con
decine di arresti
Un pezzo importante
della società civile basca
accusata di far parte dell'Eta

La polizia spagnola ha effettuato una vera e propria retata ieri nei
paesi baschi arrestando quarantasei persone, membri di associazioni
riconosciute e di organismi politici che fanno parte di un lungo e
tormentato processo, il cosiddetto 18/98+. L'Audiencia Nacional accusa
oltre 250 persone di far parte dell'ETA, o di collaborare con
l'organizzazione nazionalista basca. Il processo si sta svolgendo da
due anni e, secondo le agenzie di stampa spagnole, la sentenza verrà
resa pubblica il 10 dicembre prossimo.

Il 18/98+ è così definito per essere una vera e propria sommatoria di
processi, con un filo conduttore principale da cui derivano altre
ramificazioni. Il teorema accusatorio è stato costruito dal giudice
Baltasar Garzon, che nel corso degli anni ha chiuso tre giornali, una
radio, organizzazioni a favore dell'amnistia, dell'alfabetizzazione
degli adulti, le organizzazioni della gioventù indipendentista, e dei
familiari dei prigionieri politici baschi. Tutti con l'accusa di far
parte del mondo dell'Eta, perché nazionalisti, socialisti, o a favore
dell'autodeterminazione.

Per nove anni gli imputati hanno subito carcere preventivo, in alcuni
casi tortura, obbligo di firma e di domanda per l'espatrio quando
concesso, oltre a dover sostenere le spese legali e nel corso del
processo affrontare due udienze alla settimana viaggiando dalle
province basche fino a Madrid. In sostanza, questo processo si profila
come un vero e proprio esercizio di potere per piegare definitivamente
la lotta per l'autodeterminazione dei paesi baschi.

Fra gli arrestati ci sono ex direttori di giornale, ex membri della
dirigenza politica di Batasuna, esponenti sindacali, membri della
società civile. A detta dei periti della difesa, il 18/98+ rappresenta
uno dei processi politici più pesanti nelle ultime decadi in Europa.
Più volte gli avvocati hanno denunciato la scomparsa delle prove o
l'impossibilità di consultazione degli atti che venivano portati in
aula a sostegno delle accuse, ma senza risultati.

La sensazione è che questo processo sia il paradigma, per la Spagna di
Zapatero, della definitiva mutazione genetica dei democratici governi
occidentali in un autoritarismo a bassa intensità. Sempre che nessuno
alzi la testa, e pensi di essere libero di farlo.

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