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Lettera aperta di Davide Traverso, consigliere municipio Centro est

La chiusura dei centri sociali e degli spazi di aggregazione giovanile sono un pallino fisso di Aldo Siri, presidente del Municipio Centro est.
La sua denuncia alla magistratura nei confronto del Laboratorio sociale Buridda è l'espressione di una politica che non vuole guardare ai bisogni collettivi che arrivano dai territori.
Si preferisce gridare allo scandalo, proporre soluzioni superficiali a problemi complessi, invocare ordine e disciplina come panacea per tutti i mali.
Genova è una città complessa e piena di problemi, avara di spazi per i giovani, la produzione di cultura, la socialità.
Il laboratorio Buridda è un esperienza plurale di incontro e condivisione che in questi anni ha ospitato eventi importanti, ha dato spazio a voci eccentriche e fuori dal coro, ha contribuito a vivacizzare un panorama culturale spesso stantio e museale.
Uno spazio fisico che ha saputo/voluto connettersi con analoghe esperienze europee di autogestione e produzione di cultura dal basso, coniugando la solidarietà con i più deboli ad una proposta artistica e culturale attenta a quello che esiste di innovativo sul territorio.
Una risorsa per la città, un potenziale enorme che però non riesce a trovare le condizioni migliori per esprimersi pienamente proprio a causa delle posizioni di ideologiche di cui il presidente Siri si sta facendo paladino.
Si tratta però di un problema più generale, è mancata fin qui un attenzione seria e non demagogica a queste tematiche, una chiusura inconcepibile per una città che è stata Capitale europea della Cultura.
È necessario che le istituzioni abbiano più coraggio e inventiva, senza arroccarsi in formule vecchie, tutte giocate sul binomio legalità/illegalità e, in ultima analisi, perdenti.
Non mancano, per fortuna, gli esempi virtuosi: bene ha fatto Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura di Milano, a voler valorizzare gli artisti che gravitano intorno al centro sociale Leoncavallo, con una bella mostra al Padiglione di arte contemporanea (Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione "pop up"). Artisti che in molti casi stanno raggiungendo una popolarità planetaria, mentre in casa nostra stiamo ancora a ragionare se si tratti di arte o vandalismo.
Bene ha fatto la giunta Vincenzi ha non cedere alla tentazione di seguire Aldo Siri sulla strada dell'intolleranza e della miopia, provando invece a rilanciare quanto detto in campagna elettorale sulla necessità di valorizzare questo tipo di esperienze, sottrarle alla precarietà, riconoscerne il ruolo di spazi pubblici per tutta la cittadinanza.
È un percorso che non sarà privo di ostacoli, che andrà verificato puntualmente in maniera pubblica e in assoluta trasparenza. Ma è un percorso di cui la città ha bisogno per non rimanere un guscio vuoto, una bella vetrina dietro la quale c'è il nulla. Penso che il Buridda saprà essere all'altezza di questa sfida, con una sua capacità di progettualità e con la volontà di costruire dialogo tra esigenze del territorio ed istituzioni.

Davide Traverso
(consigliere municipio Centro est - Mèscite)

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