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antifascismo Lettera aperta alla città di Genova, medaglia d’oro della resistenza

Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi

non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti vide fuggire

ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro di ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo

su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre

Resistenza

Piero Calamandrei

Lettera aperta alla città di Genova, medaglia d’oro della resistenza

Genova città medaglia d'oro della Resistenza in questo ultimo periodo ha vissuto una fine di estate molto calda e buia. Abbiamo assistito ad una crescita di atti di intolleranza ad opera di di gruppi che si rifanno all'ideologia fascista. Proprio in questa città che oltre 60 anni fa vide l'esercito nazista consegnare le armi ai Partigiani genovesi e che il 30 giugno 1960 difese il carattere democratico e antifascista della Repubblica. Oggi questa città viene oltraggiata dalla presenza sempre più costante di simboli che riecheggiano di razzismo, sopraffazione e intolleranza.

Il clima generale del nostro Paese, da anni sembra ormai inquinato dalla presenza di queste forze più o meno organizzate. Scritte nazi-fasciste, pestaggi, intimidazioni, accoltellamenti, e anche morti. Tutto questo accade spesso nel completo disinteresse delle istituzioni. Perchè ci si abitua a tutto, anche ai fascisti. Perchè in questa società dove sembra normale e assodato che devi vivere con 500 euro al mese, che se sei straniero con il colore della pelle diverso dal bianco vieni,in partenza, trattato come un criminale, anche il fascismo e l'esistenza di gruppi neonazisti possono e devono diventare normali in un ambito di normalità che tutti i giorni ci sfrutta opprime e che ci rende precari.

Nelle ultime settimane sono comparse, in diverse parti della città, sempre più svastiche e scritte inneggianti al nazifascismo. Un escalation fatta anche di attacchi ai centri sociali genovesi e spintisi fin dentro lo spazio occupato del Laboratorio Buridda in ben due occasioni nelle ultime settimane. Scritte e svastiche qualche giorno fa e poi l'ultimo espisodio, quello più grave, che vogliamo pubblicamente denunciare per poter da subito, con i soggetti sociali e politici della società civile cittadina, costruire un ragionamento comune per rigettare Forza Nuova o altre escrescenze neofasciste fuori dal tessuto di questa città. Il loro ultimo atto avviene nel giardino del Laboratorio Buridda e si verifica nella notte fra sabato e domenica quando con un sasso viene rotto il vetro di un nostro furgone e al suo interno posto un proiettile a chiaro intento intimidatorio; lì accanto viene ritrovato un sasso con una chiara rivendicazione, un adesivo di Forza Nuova, la stessa firma trovata sui muri esterni della Buridda e del centro sociale Terra di Nessuno. Alla ricerca di visibilità, rigettati dalla storia e dalla città, i neofascisti tornano sui muri e con minacce pesanti nei confronti di chi anima partecipazione, socialità, difesa dei diritti. E' un attacco a tutte le realtà che si richiamano alla costituzione nata dalla Resistenza ed è proprio a questi soggetti: partiti, associazioni, singoli cittadini, movimenti e istituzioni democratiche, che ci rivolgiamo perchè facciano anch'essi sentire la loro voce, perché si attivino nella vigilanza, per riprendere nei prossimi giorni il filo di una mobilitazione permanente contro vecchi e nuovi fascismi.

Laboratorio sociale Buridda
Csoa Terra di Nessuno

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